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Recensione: “Trilogia della città di K” di Ágota Kristóf

Trilogia della città di k

Trilogia della città di K è un romanzo particolare, straziante e molto duro, ambientato in un paese rurale durante una guerra. Protagonisti sono due gemelli che vengono portati nella Piccola Città (non ci sono nomi in questo romanzo) a stare con la nonna, perché la madre, nella Grande Città, non aveva più di che sfamarli. La città di K. sta per cadere in mano all’esercito nemico e in campagna i gemelli hanno più possibilità di sopravvivere. 

Lucas e Claus

La Nonna, che viene chiamata la Strega, inizialmente non vuole i bambini. Non ha più rapporti con la figlia da molto tempo, non sapeva nemmeno che fosse sposata e avesse dei figli, ma alla fine accetta di tenerli con sé. La vita dalla Nonna è molto diversa da quella a cui erano abituati: la Nonna non si lava mai, è molto dura con loro, li tratta come manovali, facendoli lavorare e insultandoli.  Figli di cagna è l’appellativo con cui si rivolge sempre a loro. Così Lucas e Claus, intelligentissimi e inseparabili, si addestrano da soli a sopportare fame, dolore e umiliazione, sono autodidatti nello studio e diventano a poco a poco freddi e insensibili. Sembrano quasi privi di emozioni, da tanto sono freddi. Non si concedono il dolore, per non soccombere. È con questa freddezza e con distacco che raccontano tutto ciò che succede loro e intorno a loro: dalle esperienze sessuali (abusi a tutti gli effetti) alle atrocità della guerra, dai rapporti coi bulletti del paese agli atti violenti e spietati. La Piccola Città, e in particolare la casa della Nonna, è vicina alla frontiera, un luogo che, se superato, può portare alla salvezza, fuori dalla guerra. E così i gemelli decidono di provarci. 

Trilogia della città di K

Trilogia della Città di K è effettivamente formata da tre libri: Il Grande Quaderno, La Prova e La Terza Menzogna ed è un romanzo durissimo fin dall’inizio. Si tratta di un attacco alla dittatura sovietica, ai cosiddetti “liberatori che hanno chiuso il paese all’esterno”. 

Contro i nostri Liberatori o contro il nostro nuovo governo non è permessa nessuna critica, nessuna battuta di spirito. Dietro una semplice denuncia gettano in prigione chiunque, senza processo, senza sentenza. Uomini e donne scompaiono senza che si sappia il perché, e le loro famiglie non avranno mai più loro notizie. 

La frontiera è ricostruita. Ora è diventata invalicabile. Il nostro paese è circondato di filo spinato; siamo completamente tagliati fuori dal resto del mondo. 

Primo libro: Il Grande Quaderno

Il narratore è un noi, la voce narrante è quella dei gemelli e la prosa è totalmente priva di fronzoli, asciutta, lapidaria. Claus e Lucas assistono senza scomporsi a stupri, abusi, omicidi, vedono morire la madre, cercano di trovare una strategia di sopravvivenza in un mondo di violenza e dolore. Non sembrano bambini, non hanno nulla dell’innocenza dell’infanzia e allo stesso modo gli adulti intorno a loro non si comportano da adulti: bevono, toccano i bambini, non fanno i genitori. Il primo libro si conclude con un notevole e inaspettato plot twist. 

Secondo libro: La Prova

Il secondo libro è narrato in terza persona e segue la vita di Lucas e per la prima volta dall’inizio del libro troviamo delle emozioni. Lucas prova emozioni, in particolare sente la mancanza d’amore. Amerà Mathias, un povero bimbo storpio che accoglie in casa. E soffre. Una delle scene più strazianti di tutta l’opera è proprio in questo libro. Ha anche dei rapporti di amicizia, se così si può dire: il libraio, il funzionario del partito, il vicino di casa. 

Terzo libro: La Terza Menzogna

In questo libro il punto di vista è alternativamente dei due fratelli, tuttavia non è facile capire chi sia Claus e chi sia Lucas ed è qui che l’autrice ribalta nuovamente le carte in tavola, mettendoci ancora più dubbi. Lo stile è sempre asciutto e tagliente, anche se cambia la struttura narrativa,

Ad un certo punto la confusione è tale che non sappiamo più quale sia il romanzo e quale la storia scritta dai gemelli. Non sappiamo nemmeno più se i gemelli siano due persone o due facce della stessa persona. Uno dei temi è infatti quello del doppio, a cui si affiancano temi come l’identità, la genitorialità, la morte.

La verità

Questa storia è come un labirinto, in cui il lettore si sente intrappolato e da cui esce più confuso di quando ci è entrato. Qual è la verità? Non è chiaro, alla fine non c’è alcuna rivelazione, solo una straziante consapevolezza di quanto il dolore possa radicarsi nelle persone e cambiare la loro vita. Straziante e micidiale. 

 

 

Trilogia della città di K

Titolo: Trilogia della Città di K.

Titolo originale: Le Grand Cahier, La Preuve, La Troisième Mensogne

Autrice: Agota Kristof

Traduzione: Armando Marchi, Virginia Ripa di Meana, Giovanni Bagliolo

Casa Editrice: Einaudi

Pagine: 379

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