La città dei vivi di Nicola Lagioia ci fa precipitare nell’abisso di un omicidio senza senso e lo fa con una velocità talmente vorticosa che si fa fatica a staccarsi.
L’omicidio di Luca Varani
È l’omicidio di Luca Varani, avvenuto il 5 marzo 2016, ad essere trattato in questo libro. Luca Varani aveva 23 anni quando è stato rinvenuto senza vita con un coltello piantato nel torace e molti segni di tortura. Era stato seviziato e ucciso da Manuel Foffo e Marco Prato in un appartamento alla periferia di Roma, dopo una notte di sesso, alcol e droga.
Lagioia ricostruisce minuziosamente ciò che accadde prima, durante e dopo l’omicidio, ma il libro non è semplicemente una cronaca di un delitto. Lo scrittore parte dai fatti per cercare di capire come sia stato possibile arrivare a quel punto. Lagioia ci conduce attraverso questo caso con grande perizia; tutto è documentato, frutto di ricerca, ma soprattutto è vivo, pulsante. Senza mai giudicare, ci porta dentro l’appartamento dell’orrore, ma anche dentro l’animo di due ragazzi che hanno fatto qualcosa che solo pochi giorni prima sarebbe stato inimmaginabile anche per loro.
La città dei vivi
Lagioia ha una scrittura magnetica che conduce il lettore attraverso i meandri di una città che a dispetto del caos, della spazzatura, dell’assenza di un sindaco, del degrado, della trascuratezza, è e rimane una città dei vivi.
Roma non è soltanto lo sfondo della vicenda, è protagonista tanto quanto Manuel Foffo e Marco Prato, una vera presenza narrativa. E girando tra i meandri di questa città, Lagioia indaga il senso di colpa, la responsabilità, il libero arbitrio, ponendo domande forti e spietate al lettore. Domande su chi siamo, o su chi saremmo potuti essere. Sempre senza giudizio, ci insinua il tarlo che ci costringe a mettere da parte il facile giudizio e chiederci cosa davvero ci impedisce di compiere certe azioni.
La città diventa quasi una metafora della società: enorme, affollata, piena di possibilità e contemporaneamente capace di produrre solitudine e invisibilità.
La città dei vivi è una città nella quale le persone possono essere fisicamente vicinissime e, allo stesso tempo, profondamente estranee le une alle altre.
Il vero centro del libro: capire, non giustificare
La domanda fondamentale non è semplicemente: “Chi ha ucciso Luca Varani?”, perché la risposta è nota fin dall’inizio. La domanda che interessa Lagioia è molto più inquietante:
Come può una persona arrivare a compiere un gesto che sembra inconcepibile?”
L’autore cerca di ricostruire una catena di eventi, casualità, fragilità, solitudine, desideri, droghe, rapporti famigliari e dinamiche psicologiche senza trasformare il delitto in una spiegazione semplice. Ed è proprio questo uno degli aspetti più forti del libro: comprendere non significa assolvere.
L’autore
Una delle caratteristiche più interessanti di questo libro è che Lagioia non finge di essere un osservatore completamente neutrale, entra nella storia, racconta le proprie ricerche, gli incontri, le impressioni e anche il disagio provocato dal confrontarsi con una vicenda così estrema.
Con uno stile preciso, documentato e investigativo, ma allo stesso tempo profondamente letterario, indaga temi importanti quali il male quotidiano, la solitudine, il vuoto esistenziale, la responsabilità.
Non è un thriller, il ritmo è spesso lento e riflessivo, dettagli, testimonianze, ricostruzioni e digressioni si accumulano rendendo questo libro una riflessione più ampia di una mera vicenda di cronaca.
Questo è infatti un libro sulla cronaca, ma non un libro di cronaca. È una lente d’ingrandimento sulla società contemporanea.
Dovresti leggerlo perché…
È un libro potente, inquietante e ambizioso, soprattutto se ami le storie vere che diventano occasione per interrogarsi sulla società e sull’animo umano.
Prova a capire il male senza trasformarlo in una spiegazione facile, racconta una Roma lontana dalle cartoline e soprattutto ci mette davanti una domanda scomoda: quanto può essere sottile il confine tra la normalità quotidiana e qualcosa di terribile?
Un limite
La ricostruzione della vicenda e delle persone che ruotano intorno al delitto è un punto di forza, tuttavia questa profondità produce a tratti ripetizioni e rallentamenti. Inoltre si potrebbe avere la sensazione che l’indagine voglia attribuire troppo spazio agli assassini e troppo poco alla vittima.
È un libro che fa per te se…
- ami le storie vere che vanno oltre la semplice cronaca;
- ti interessano i libri che cercano di indagare la psicologia dei personaggi e le ragioni profonde delle loro azioni;
- ami le storie ambientate in luoghi che diventano personaggi;
- non cerchi necessariamente una lettura rassicurante;
- ti interessano i libri che ci interrogano sul male, sulla responsabilità e sulla solitudine.
Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell’incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. È più difficile la paura del contrario. […] È sempre: ti prego fa’ che non succeda a me. E mai: ti prego, fa’ che non sia io a farlo.

Titolo: La città dei vivi
Titolo: La città dei vivi
Autore: Nicola Lagioia
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 472
Anno di pubblicazione: 2022

